Ti amo: ecco una delle frasi più popolari al mondo; probabilmente, la più popolare in assoluto. La grande maggioranza di noi l’ha detta almeno una volta nella vita; spesso assai di più.
Libri di psicologia e di spiritualità, poemi epici e romanzi, saggi di sociologia e articoli di rivista si sono misurati da gran tempo con il sentimento più celebre e più celebrato della umanità.

Si può parlare di amore un po’ in ogni momento e in ogni occasione, riferendosi spesso a realtà enormemente lontane tra loro. Se ne parla anche a sproposito, magari su rotocalchi a buon mercato, trasmissioni televisive di serie B, letteratura minore. Un’ampia percentuale delle persone che discettano di un argomento tanto vasto e complesso pensa di conoscere la verità, ha formule già pronte in tasca e si sente in obbligo di proporre al mondo le sue personalissime visioni, spesso fondate sul nulla.
Eppure, l’amore è una pulsione primordiale forte e ben riconoscibile – al di là della multiformità con cui si presenta – e appartiene a una parte della nostra vita intima e spirituale che ci collega in modo conscio e inconscio con il resto del mondo, spesso con singole persone.
Solo quando siamo ben consapevoli del fatto che la parola amore definisce una realtà umana vastissima, diversificata e in larga misura sotterranea, allora siamo pronti ad affrontare una riflessione seria che ne analizzi le premesse e faccia luce su prospettive e conseguenze.
Parlare di amore evoca quasi automaticamente l’amore di una coppia, il cosiddetto amore romantico; l’amore, tuttavia, è una pulsione che porta al contatto stretto e alla fusione con l’oggetto amato e come tale può esercitare i suoi effetti benefici e la sua influenza anche in ambiti assai distanti dal sentimento tra due soggetti.

È amore quello che muove il medico, lo sportivo, la suora, il meccanico e l’avvocato, quando sono bravi e credono in quello che fanno. Credere in ciò che si fa, tra l’altro, è la premessa imprescindibile per migliorare l’azione in se stessa, e questo fa diventare ancora più bravi coloro che agiscono: in tale modo si innesca un circolo virtuoso di grandi proporzioni.
La forza dell’amore è una energia potente e positiva, in grado di trasformare non solo l’oggetto amato, ma anche il soggetto che ama. L’amore coniugale può persino portare alla creazione di una nuova vita. L’effetto che la forza dell’amore provoca è il parametro che fa capire se ci si trova in presenza di amore vero oppure no.
Le chiacchiere anche in questo caso si sprecano, ma servono a poco. Si discetta di amore, ci si riempie la bocca di paroloni, ma all’atto pratico non molti sono capaci di rispondere alla semplicissima domanda: Che cosa è l’amore di cui parli?
Una cartina al tornasole che rivela senza ombra di dubbio la bontà dell’amore è considerare se, quando amiamo, abbiamo subìto una trasformazione positiva. C’è poco da fare: chi ama, o comincia ad amare, nel modo giusto, cambia in meglio. Spesso in maniera spettacolare; e spesso, addirittura – quando nell’atto di amare sono implicate valenze etiche, religiose, politiche, o genericamente umane – non è detto che questi mutamenti vengano sempre bene accolti.
Chi ci era amico e conosceva una immagine di noi, se ci vede trasformati in qualcos’altro può anche non avere una reazione positiva. È estremamente frequente che chi inizia un percorso spirituale – non solo relazioni amorose in senso stretto – di qualsiasi tipo, denunci un calo degli amici storici; in compenso, nel nuovo ambiente, si farà nuove conoscenze e stabilirà nuovi rapporti amichevoli.
Una intensa vita amorosa e amorevole ci cambia fin dal profondo e ci trasforma. Parallelamente al cambio degli orizzonti, del modo di essere e di presentarsi mutano anche le abitudini e gli interessi e di conseguenza, in molti casi, il corpo e la salute fisica si adeguano al nuovo status. Non è raro che le persone che spalancano il cuore all’amore – così come quelle che iniziano e vivono bene un nuovo percorso dello spirito – incontrando una persona amica, si sentano chiedere se sono reduci da una magnifica vacanza o persino se hanno affrontato un intervento di chirurgia plastica.

Chiunque di noi, quando vede una creatura dalla ricca interiorità, in genere resta colpito dalla luce che emana dagli occhi di questa persona: un fulgore calmo, entusiasta, contagioso. A molti viene spontaneo pensare Che bello essere come lui… vorrei essere anche io così…. La verità è che questi fortunati esseri umani stanno amando e vengono ricambiati da altrettanto amore: l’amore è una formidabile cura di bellezza sia quando lo riceviamo, sia quando lo dispensiamo.
L’amore vero è la miglior medicina: sembra uno slogan, ma è semplicemente la pura verità. Come conseguenza, l’amore porta alla felicità: i due termini non sono perfettamente sinonimi, ma sono imparentati in modo stretto.
Si parlava prima di amare nel modo giusto: tutto sta a sapere quale sia il modo giusto e questo purtroppo non è facile. Troppo amore, o troppo poco, producono effetti potenzialmente devastanti, perché sono sentimenti che nascondono in realtà avidità, pigrizia, egoismo, sadismo, indifferenza. Le relazioni più tossiche sono quelle che iniziano in sordina, camuffati da sentimenti pieni e avvolgenti; da veri amori. Ciò che avvolge troppo, tuttavia, soffoca: toglie identità, annienta l’autostima, provoca nell’altro un senso di oppressione e infine addirittura di aperta ribellione.
Tutto questo si riflette all’esterno della vittima: esattamente come nei casi positivi, chi soggiace a un legame tossico non tarderà a manifestare sintomi di disagio e di sofferenza, fisica e psicologica. La grande malattia dei nostri tempi – ma forse non solo dei nostri tempi… – è quel mal de vivre che ci porta spesso dallo psicoterapeuta e che dipende in larga misura proprio dalle relazioni non equilibrate e patologiche che abbiamo incontrato nel corso della vita.
Ci sono persone che migliorano il mondo nel quale vivono; e persone che lo peggiorano.
Semplice, perentorio, indiscutibile.
Questo riguarda ogni essere umano che vive in un qualsiasi angolo del mondo. Dunque, riguarda anche noi: che dobbiamo sia difenderci dai legami malati – cercando a nostra volta ogni mezzo per non trasformarci nella malattia di chi ci vive accanto, perpetuando il contagio – sia inseguire comportamenti virtuosi, in grado di promuovere quella grande bellezza che è il marchio di fabbrica di ogni sentimento genuinamente amoroso.
Sta a noi scegliere da quale parte stare.


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